In un recente contributo pubblicato su Quotidiano Sanità, lo psicologo e psicoterapeuta Fabio Vanni interviene nel dibattito sul documento finale del Piano Nazionale per la Salute Mentale (PANSM). Pur riconoscendo i passi avanti fatti rispetto alle bozze precedenti, l’autore solleva un forte allarme riguardo al capitolo dedicato all’infanzia e all’adolescenza.
Il punto centrale della critica riguarda la tendenza a sovrapporre l’intera psicopatologia dell’età evolutiva ai soli disturbi del neurosviluppo. Secondo Vanni, classificare disturbi alimentari, dell’umore o della condotta esclusivamente sotto questa etichetta rappresenta un “riduzionismo biomedico” che ignora la complessità del mondo relazionale, affettivo e sociale del minore.
L’articolo analizza inoltre le criticità nel passaggio dai servizi per l’infanzia a quelli per l’adulto, denunciando il rischio di trattare il disagio giovanile come una “nuova cronicità psichiatrica” anziché come una crisi evolutiva che richiede cure integrate e non solo risposte farmacologiche o ospedaliere.
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